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martedì 20 marzo 2012

Drop the attitude

orco giuda....adesso tutti hanno un opione devono proprio esporla a me???!!!!
E la cosa peggiore è che questo messaggio arriva direttamente dalla SORELLANZA RAMONICA...DA UNA FEMMINA!!!
ok avete ragione...da quando la massoneria da retta alle donne??!!
La verità è che questa lettera è stata scritta con tanta passione da avere quasi un senso.
No non ho idea di cosa volesse dire la signorina in questione ma si la capisco perche chi prova certe sensazioni li capisce senza parole.
Ok..dedicate due minuti a questa ragazza...leggete quello che ha da dire e poi speditele le mutande da stirare.

*** ***
DROP THE ATTITUDE p.te I
Sono qui in ufficio.
Dovrei lavorare, ne sono cosciente, ma un tarlo mi ronza nel cervello e m’impedisce di concentrarmi.
Cercherò di impostare una linea guida a questo flusso di coscienza (sono solo 5 righe e ne hanno già tutta l’aria); prometto che ci metterò del mio meglio, ma non posso garantire sul risultato.
Naturalmente spetterà ad Atom, Sommo Capo dei Capi,  decidere se concedermi l’onore (l’onere?) di apparire su Massoneria Ramonica.
Allora, vorrei cominciare con la parola che sono certo darà inizio ad una sequela infinita di considerazioni e riflessioni, la mia personale madeleine di proustiana memoria: “attitudine”.
Parliamone. Anzi no, ne parlo solo io perché questo è un monologo e voi al massimo potrete essere d’accordo o scrivere nei commenti che non capisco un cazzo e che i Led Zeppelin sono fighi.
Attitudine: vuol dire nulla e vuol dire tutto.
Innanzitutto contestualizziamola: attitudine punk, punk-rock, musica per pochi, poppunkers, Ramones, Screeching Weasel, Queers.
Sì, mi muoverò in questo contesto sperando di cavarci un ragno dal buco.
Io ho 30 anni e non ho ancora capito se l’attitudine io l’abbia “imparata” o fosse semplicemente parte di me e naturale conseguenza del fatto che ascoltassi musica “non mainstream”, non da: “Compro il cd al Mediaworld perché ho sentito il singolo su radio Deejay” (per favore, vi prego, non ascoltate MAI la radio. Ma come si fa ad ascoltare la radio? Chiudo – non troppo metaforicamente – parentesi).
Sta di fatto che quando intavolo discussioni o mi capita di pensare delle cose, ecco che l’attitudine salta fuori.
Esempio.
Hanno suonato i Queers di recente, io ho partecipato a due date: la prima al Taun di Fidenza e la seconda all’Amigdala di Trezzo. Stesso gruppo, più o meno stesse persone a fare da pubblico, ma se mi chiedete, al di là della performance di Joe Queer and friends, quale serata abbia preferito, ecco che l’attitudine mi obbliga a rispondere senza indugio: Taun! Perché? Perché...spiegare certi perché che dovrebbero essere ovvi e logici può diventare frustrante, sembra sempre di non trovare mai le parole adatte, ad ogni modo addento sta cacchio di madeleine e ci provo.
Ho preferito il Taun perché lì è stato naturale vivere il concerto da dentro e non semplicemente come spettatore. Cioè, c’è – per me – un’enorme differenza tra “ascoltare” e “sentire” la musica. All’Amigdala ho ascoltato un concerto dei Queers, al Taun io l’ho sentito.
L’ho sentito, l’ho percepito, era un filo diretto tra il mio cuore e il dito indice alzato (non medio, indice) in un compulsivo fingerpointing che mi ha consentito di star lì, davanti a Joe Queer e cantarmi tutte le canzoni dando spintoni a chi mi stava vicino ad ogni inizio canzone esclamando versi gutturali tipo “UAAAAAHAGAGBUUUAIYIUQNMBS0877826”, volti a condividere, con chi ha la tua medesima attitudine, la gioia di quel momento (chi non ce l’ha sta benedetta attitudine ci avrebbe guardati in modo strambo e avrebbe forse accennato un sorriso e sfiorato i tasti 1, 1 e 8 della tastiera del suo telefonino).
Poi uno si potrebbe anche chiedere: ma i Queers non sono lo stesso gruppo al Taun e all’Amigdala? Sì certo, loro sì, sei tu che guardi e senti ad essere diverso.
Il Taun è piccolo, al Taun si suda e il gruppo che canta ce l’hai a 20 cm di distanza. Al Taun ti dai gli spintoni ma non ti arrabbi perché se ti giri scopri che lo spintone l’hai ricevuto da un amico e non da uno coi rasta e la maglietta dei Persiana Jones. Al Taun è stato più bello perché l’atmosfera era quella della famiglia riunita che guarda i filmini in super8 di quando eri piccolo, in cui tipo in occasione della prima nevicata della tua vita ti vestono come un povero pirla e ti buttano in mezzo alla neve, e ti filmano mentre cammini a fatica. Te cadi ma ti metti a ridere perché tutti intorno a te sono felici. E la cosa bella è che l’assenza di sonoro consente alla tua immaginazione di riempire quel silenzio con tutti i tuoi ricordi dell’epoca. Al Taun è così: certo, non c’è il silenzio, ma c’è la colonna sonora di quello che sei stato e che sarai ancora, nonostante lavoro/famiglia/figli/dolori/sfighe/turbe intestinali.
Ci sono posti che ti consentono di viverti in un modo ed altri in un altro. Non ci sono cazzi gente, se capite, o meglio, sentite la differenza è tutto ok e io posso smetterla  con sta pappardella , se invece non l’avete afferrata allora è probabile che abbiate anche smesso di leggere ore fa e il problema non si pone comunque perché siete ad anni luce da ogni possibile soluzione.

***
ecco qui!
visto non tutte le femmine sono gruppies...alcune sentono quello che dicono e dicono cose senza senso mentre le altre dicono cose sensate e studiate ma non ci fregano!

1 commento:

  1. ilDeesonesto™9 ottobre 2012 04:11

    Mi permeto di rispondere:

    l'attidudine rende la gente, la maggior parte delle volte, un pò troppo gasata. Condivido l'idea che vedere uno con la maglietta degli ska-p a un concerto dei Chixidiggit risulterebbe strano. Ma è come andare al concerto dei Manges con la maglietta dei Manges.

    Comunque, i Queers hanno suonato 20 minuti a Torino (bellaroba) e sono rimasto li davanti a cantarle tutte. Senza sentirmi migliore di nessun'altro. Mi sentivo meglio, quello si.

    Personalmente i Led Zeppelin sono una grande band e me non frega un cazzo se Ben Weasel ha detto che fanno schifo.

    I Persiano Jones sono una grande band, che ha portato il punk in provincia. E su questo non si discute. Almeno io non ci discuto.

    Detto questo, basta polemiche. Guardatevi i concerti con l'idea che se uno c'ha la maglietta degli ska-p, probabilmente non si è ancora accorto che sono un gurppo di merda.

    Peace.


    ilDeesonesto™

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